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Pietro Oliveri era nato a Borgetto il 31 gennaio 1913, secondo di sette fratelli. A Corleone era arrivato per caso, negli anni immediatamente antecedenti alla seconda guerra mondiale , durante il servizio militare: era stato destinato al XII Corpo d'armata di stanza in paese. Ma quanto il Dodicesimo, con la guerra, si era squagliato, don Pitrinu era rimasto. Perché nel frattempo aveva conosciuto Gina Di Gregorio, che avrebbe sposato e che gli avrebbe dato due figli, Pippo e Mariuccia. Oliveri aveva aperto il primo studio in corso Bentivegna, alla villa, poi si era trasferito in via Piazza, prima di raggiungere la sede storica di via Mosca. Era stato molto vicino all'Arcivescovo di Monreale Carpino, che poi sarebbe
divenuto cardinale. L'arcivescovo ne aveva fatto il fotografo della Curia e gli
aveva procurato un titolo di cavaliere. Ma in mezzo a milioni di foto-tessera, a migliaia di foto di matrimoni e battesimi, sono rimaste alcune centinaia di immagini che ora ci raccontano Corleone com'era, dalle strade dissestate del dopoguerra ai grandi lavori di ammodernamento, dalle processioni alle fiere, dai cortei alle manifestazioni politiche. É poi immortalato il lavoro degli altri artigiani come lui; sfilano ricamatrici e barbieri, musicanti e gelatai, sarti e commercianti. Tutti assieme formano un grande affresco di un trentennio corleonese. L'archivio storico raccolto e rimesso in circolazione dal figlio Pippo, è ormai patrimonio di tutti e alcune centinaia di immagini sono state conservate al museo "Pippo Rizzo". Continueranno a raccontare come vivevano i corleonesi nella seconda metà del secolo Ventesimo. Nonuccio Anselmo |
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